Karate, Budo e razzismo

Italiano ♦ English


Funakoshi-2Sembra che il primo maestro a portare il Karate in Occidente sia stato l’eroe della guerra sino-giapponese Kentsu Yabu, che iniziò a insegnare agli immigrati giapponesi prima a Los Angeles e poi nelle Hawaii fin dagli anni ’20. “Durante gli anni Venti e Trenta”, scrive John Stevens nel suo libro I maestri del Budo, “gli immigrati giapponesi, sempre più soggetti agli attacchi ingiustificati dei razzisti, erano ben desiderosi di imparare judo e karate”. Fu così che un ex militare di quello che era forse l’esercito più nazionalista del mondo si ritrovò (nella condizione di immigrato) a insegnare ai suoi connazionali (anch’essi immigrati) il modo di difendersi dall’intolleranza nazionalista, razzista e xenofoba di una parte degli abitanti della terra straniera che avevano scelto come loro nuova casa.

Gichin Funakoshi, il grande maestro okinawense che ha diffuso e – di fatto – fondato il Karate moderno, ispirato e consigliato da Jigoro Kano, a sua volta ideatore del Judo, si adoperò per trasformare quella che era stata l’arte di Okinawa in una disciplina universale, facendola aderire al nuovo concetto di Budo elaborato dallo stesso Kano: non più semplice jutsu, che significa tecnica, ma do, che significa via, cammino, stile di vita. Così, inspirato da un celebre racconto zen, cambiò il nome della sua arte, che, da mano cinese, divenne mano vuota. Funakoshi stesso, nel suo libro Karate-do, spiegò il senso di quella decisione: come non si può riempire una tazza già colma, così non si può apprendere il Karate senza prima svuotare la propria mente e le proprie mani (l’ideogramma te, mano in giapponese, simboleggia l’attività, il fare) da egoismo, rabbia, malvagità e disonestà.

Morihei Ueshiba, l’uomo che in un certo senso rese compiuta la trasformazione, avviata da Jigoro Kano, del Bujutsu in Budo, era un fervente studioso della religione filosofica chiamata Omoto-kyo. Secondo questa dottrina, lo scopo dell’uomo retto è quello di trasformare tutte le azioni quotidiane in arte, attraverso una costante ricerca della perfezione formale e interiore guidata da rettitudine, fratellanza e benevolenza. Sosteneva che le molte religioni esistenti provengono da un’unica fonte e che tutte le nazioni del mondo, progressivamente, si riuniranno. Il compito del Budoka e di ogni maestro del Budo è, appunto, favorire questo processo di progressiva ricomposizione tra popoli e culture.

Hironori Otsuka, il creatore del Wado-ryu, nel suo libro sul Karate-do scrive: “Colui che ama veramente se stesso saprà amare anche gli altri. Se nella società non esiste la felicità per tutti non esisterà nemmeno per il singolo individuo. Le capacità, elevate attraverso la pratica dell’arte marziale, come la virtù, i sentimenti coltivati, lo spirito infrangibile e il vigore fisico, sono il motore che porta all’accelerazione della pace e dell’armonia, che è l’idea fondamentale del Budo”. Otsuka parla anche di “pugno giusto” e lo identifica con l’essenza stessa del Karate-do. “L’impiego corretto del pugno”, spiega, “ovvero il cammino del Karate, deve essere realizzato con mente onesta, giusta. Se la mente non è retta, cadrà inevitabilmente nel pugno illecito”, che è l’esatto opposto del Karate e del Budo. È violenza.

Queste sono le fondamenta del Karate-do. Le radici con cui l’albero universale del Budo attinge le sue sostanze nutritive: armonia, rispetto, benevolenza, rettitudine, umanità, pace.

Per questo, constatare quanti cosiddetti maestri di Karate sui social media indulgano, spesso e volentieri, in espressioni di xenofobia, intolleranza e razzismo, è un fatto particolarmente doloroso. Queste persone, insegnando il Karate, svolgono un importante ruolo educativo nei confronti soprattutto dei più giovani. Un ruolo che rischia facilmente di diventare diseducativo, se condotto senza rettitudine.

Un maestro di Karate che pubblica contenuti di carattere violento, intollerante e divisivo, alimentando i sentimenti più bassi e meschini come la rabbia discriminatoria, il risentimento verso i meno fortunati e l’odio su base etnica, razziale o nazionale non solo tradisce i più elementari valori umani sanciti nella Dichiarazione Universale ma le stesse fondamenta del Karate-do e, di fatto, pone se stesso nel territorio fangoso e maleodorante del pugno illecito e della violenza.

Mi chiedo se non sia il caso che le varie organizzazioni di Karate intervengano.

In Italia il Coni, nelle sue espressioni regionali, sta cominciando ad avviare alcune campagne contro il razzismo. Mi piacerebbe che queste iniziative, che non hanno ancora avuto il risalto e la diffusione che meritano, fossero subito condivise e abbracciate dalla Fijlkam, la federazione di Judo, Karate, Lotta e Arti Marziali riconosciuta dal Comitato Olimpico nazionale. Con l’impulso della Fijlkam, immagino che anche gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal Coni, che qui e là qualcosina già fanno, darebbero un contributo ancora maggiore a quella che deve diventare una vera e propria battaglia culturale contro la disumanità e i disvalori sportivi e marziali.

Ma le campagne di sensibilizzazione, pur importanti, da sole non bastano. Un insegnante di Karate è un punto di riferimento per i suoi allievi. Un punto di riferimento non solo tecnico e sportivo, ma anche umano ed etico, specie nella pratica tradizionale. Credo pertanto che questi atteggiamenti non debbano essere tollerati ulteriormente e che, nello statuto e nei regolamenti di ogni federazione, di ogni ente di promozione e di ogni associazione sportiva, dovrebbe essere sancita l’incompatibilità tra insegnamento e razzismo. Anche prevedendo sanzioni come la sospensione, l’annullamento di gradi o qualifiche e l’espulsione.

E vorrei tanto sapere perché – e con quali argomentazioni – tutto questo, vista l’aria che tira, non viene ancora fatto. ♦ Read it in English

Riccardo Rita

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.